ARTE NELLA NATURA: Le Origini - Anne Demijttenaere


L'arte plastica nasce per dare una forma e dei colori agli "spiriti" delle credenze primordia­li, per materializzare l'invisibile, stimolare l'immaginazione e dare un aspetto fantastico all' "anima" che ogni persona o cosa si crede possiede. Gli "spiriti" sacri ed onnipresenti sono, per ogni decisione, impresa o questio­ne da risolvere interrogati attraverso l'inter­mediare della loro rappresentazione simbo­lica: l'OPERA d'ARTE che è al centro del rituale. Il rapporto essere umano/ambiente viene regolato, dai dettami degli "spiriti", che sono propiziati con regali, canti e danze. Custodi ufficiali della memoria collettiva interpretata di volta in volta dagli stregoni, indovini o quant'altri addetti a questo ruolo; gli "spiriti", la loro saggezza, la loro conoscen­za hanno la funzione importante di garanti­re il gruppo contro ogni travolgimento improvviso dell'equilibrio socio-ambientale. L'arte era allora soltanto "arte nella natura" e gli artisti animisti, a volte un intero gruppo della collettività, come quello delle donne, per esempio, tutte dedite all'edificazione e alla decorazione delle case, alla realizzazione di "quadri vegetali" e all'immensa produzio­ne di terre cotte, sono stati i creatori delle opere dei primordi dell'arte "astratta" o "sti­lizzata" che insieme alle pitture "naturalisti-che" rupestri del paleolitico possono essere considerate fra le più alte espressioni aristi-che prodotte dalla nostra umanità e pietre miliari di riferimento per tutto quello che è stato realizzato in seguito. Un'arte che andrà affermandosi come tale e attraverso i millen­ni, adotta le forme, le materie e le filosofie che l'accompagna, perdendo, man mano, la sua sacralità per acquistare sempre più un valore mercantile e finire per diventare oggetto di speculazione. L'arte nasce incon­scia di se stessa, in modo spontaneo, come "veicolo" di un metodo empirico con il quale i nostri antenati spiegano i "misteri" dei fenomeni naturali affidandoli agli "spiriti" che poi diventeranno le divinità ed infine unico Dio. E' per propiziarsi la natura che il genere umano inventa tutte le forme di rap­presentazione artistiche: racconto, disegno, dipinto, scultura, canto, ballo, musica, recita­zione ed infine la scrittura.

OPERA BOSCO Museo di Arte nella Natura riannoda i fili con l'antico mondo dei "misteri" per ridefìnire il concetto di ric­chezza, per restituire all'opera d'arte la sua dimensione socio-ambientale e la sua auto­nomia economica e all'artista il suo ruolo di creatore libero dall'asfittico dictat delle mode opportunistiche del mercato. Le opere d'arte in OPERA BOSCO appar­tengono alla terra che le ha fatte materia. L'artista dialoga con la natura attraverso le sue opere concepite come parte integrante del bosco. I lavori sono realizzati con il mate­riale naturale e con tecniche naturalistiche tradizionali e non, creando un meccanismo di interazione positiva che stabilisce tra "opera e natura" un sistema di produzione ecologico che si autorinforza ed innesca un processo economico virtuoso. Le opere sono "perpetuate" con la manutenzione o il rifaci­mento, "vivono" in simbiosi con il bosco evocando il mito della vita eterna con il ritorno delle stagioni in una dinamica paral­lela a quella della lavorazione dei campi col­tivati giunti fino a noi, anno dopo anno, da migliaia di anni. Un museo che mettendo il materiale naturale al centro dell'attenzione evidenzia la ricchezza e la varietà delle risor­se del bosco, infonde un sentimento di sicu­rezza e di indipendenza e stimola la creati­vità nella consapevolezza dell'ecosistema con la forza dell'opera d'arte. OPERA BOSCO nasce per la mia esigenza di relazionarmi, nel mio lavoro di artista, con l'ambiente dove vivo e per il desiderio di "convivere" questo bosco con altri artisti e con i suoi visitatori.
OPERA BOSCO talismano per il risorgi­mento delle foreste e propiziatore all'avven­to dell'era delle energie pulite e rinnovabili che deve essere il ventunesimo secolo.