ARTE NELLA NATURA - Dalla Creatività per il Consumo alla Creatività nell'Ambiente. Costantino Morosin


La vita è un attimo che ha senso per la memoria e la speranza che c'è in noi. Ci siamo riuniti con gioia, oggi 28 settembre 1997, per agire e consolidare insieme una nuova via dell'arte: questa prerogativa umana che da sempre ha una posizione di privilegio sul resto, perché ne sintetizza, visualizza, comunica il senso. Così che, l'ar­tista sente e somma il proprio tempo alla memoria, fissando nella storia, i concetti e le forme utili all'intimo, intimamente coerenti alla memoria genetica, e in questo, all'insie­me dell'ecosistema. L'arte con ciò ha la forza della vita. Docenti e studiosi presentano sce­nari e dati che i politici, nelle loro mediazio­ni, traducono in una diminuzione di attrito fra i grandi vari interessi. Gli artisti hanno un ruolo importante nel trovare vie concre­te per affrontare alcuni problemi epocali legati al rapporto fra l'uomo e l'uso dell'am­biente. L'arte che denuncia, che chiede, deve maturare delle risposte. Così Opera Bosco è una risposta che l'arte da concretamente qui, riconsiderando in senso ecologico ancune significative esperienze artistiche che hanno caratterizzato la seconda parte di questo secolo: il minimalismo, la land art, l'art brut, l'arte povera. Queste piste di esplorazione diventeranno strade?
Non sarà la piccola formica di Opera Bosco, certo, a risolvere queste problematiche, ma piuttosto, Opera Bosco, è un sintomo di con­trotendenza che ha dei grandi alleati natura­li, e forse proprio per questo il destino di questa esperienza è segnato positivamente per l'interesse trovato anche negli ambienti istituzionali, nei media e nel pubblico. Il messaggio che questo piccolo gruppo di arti­sti lancia e che è espresso qui, nel Museo di Arte nella Natura, in forma quasi di "formu­la", è diretto soprattutto ai giovani. È auspicabile che sotto la guida di artisti che già si avvalgono nelle loro creazioni di tecni­che e conoscenze naturalistiche, l'Arte nella Natura si sviluppi come fenomeno ampio, coinvolgendo gli studenti delle accademie, scuole superiori d'arte, università ed ambienti professionali delle varie discipline creative. Questo apporto sarebbe importan­te perché attraverso l'esplorazione che opera l'Arte nella Natura, si possono aggiungere dei valori indispensabili ad alcune discipline di studio e con l'evidenza dell'arte, comuni­care un diverso approccio nell'impiego dei materiali e dell'ambiente, con l'uso di tecno­logie naturalistiche e con l'introduzione di una estetica ecocompatibile, perché para­dossalmente, è più per motivi estetici di pre­sentazione delle merci, che per altri motivi, che si riempiono le discariche. Più che rici­clare i rifiuti, bisogna produrne di meno pensando alla qualità ecocompatibile dei residui. Ciò deve partire dalla scuola elemen­tare. Un esempio: più del 90% dei "lavoretti" che gli alunni realizzano in occasione del Natale per donarli ai genitori sono assembla­ti con della micidiale colla vinilica. In questo contesto si parla con euforia di riciclaggio, quando il fatto reale consiste nella rimanipo­lazione di oggetti in plastica che sono e rimarranno inquinanti, e che, ancor peggio, veicolano un falso concetto di riciclaggio. L'idea che Opera Bosco ha dimostrato e col­laudato nella pratica di questo primo anno di attività è che questa arte può avvicinare la gente in modo nuovo e diretto alla natura, con lo stimolo di un linguaggio che usa for­mule archetipali innestate nelle pratiche rurali di lavoro manuale, memorie che intendiamo sommessamente dal nostro interno e che qui si riflettono nell'emozione di qualcosa di ritrovato. Un'arte che apre il compasso, allarga la strada della creazione non per dirompere nell'affollata prateria
della medialità, ma per far propria ed indica­re la forza dell'emozione che la natura offre. Quella natura che per molti spesso nasce e rimane dentro al tubo catodico del televiso­re o sulla carta patinata di bellissime riviste. Questa nuova arte insegna a incontrare la natura anche sotto casa, o non lontano dalle nostre città, dove resiste ingovernata fra insopprimibili scritture antropiche, suoni, profumi e colori nel ritmo delle stagioni. Chi progetta tiene in poco conto l'impatto ambientale delle merci prodotte, facendosi strumento per stimolare consumi che danno a pochi un immediato guadagno economico ma che hanno un forte costo globale. I nuovi mestieri riducono la manualità al semplice gesto di premere pulsanti o alzare leve, lo sviluppo dell'automatizzazione, con lo spo­starsi, il lavorare, l'insegnare e l'apprendere stando seduti in ambienti chiusi, hanno allontanato sempre più l'uomo dal rapporto fisico con l'ambiente naturale e la sua micro viabilità che lo facevano incontrare con una serie di piccoli eventi naturali che da sempre arricchivano i sentimenti. Cose perdute?... ci bastano i documentari o le vacanze?. Quanta forza rimane nelle braccia da usare per incontrare la natura, sporcarsi di vita? Sembra che l'individuo venga fatto lavorare per poter consumare, ma l'essere umano, in grande percentuale, non partecipa creativa­mente alla costruzione degli oggetti che con­suma, impoverendosi di quelle emozioni che trova surrogate poi nella persuasione media­le che propone dei modelli ai quali aderirà identificandosi. Anche lo sport e i vari pro­dotti artistici alimentano per gran parte que­sto gioco che è l'espressione peculiare della nostra epoca. Questa grande luce, questa velocità, questi suoni ed odori, invocati ed esaltati dai futuristi all'inizio di questo seco­lo, sono arrivati a noi moltiplicati per mille, e sono costati in termini ambientali e di equilibrio globale. L'arte nella Natura si mostra come stimolo verso la scienza, tecni­ca e mercato per un rapporto ecocompatibi-le con l'ambiente. E dalla creatività per il consumo alla creatività nell'ambiente era anche il pensiero enunciato alla Facoltà di Magistero di Arezzo nel gennaio 1996 in un incontro con gli studenti voluto dalla docen­te di Storia dell'Arte Contemporanea Rossana Buono, dove io ed Anne Demijttenaere  abbiamo presentato  OperaBosco, che apre agli artisti nuove possibilità di linguaggio con materiali e tecniche eco-compatibili, rinnovabili, vari e copiosi, su diverse scale di grandezza, nelle dimensioni dello spazio, del tempo, del visuale, dell'ol­fattivo, del tattile, del sonoro e gustativo. L'Arte nella Natura, nei modi e nella filosofia nella quale è espressa in Opera Bosco, è oggetto di approfondimento storico-critico per i suoi elementi di originalità che costituiscono il momento primigenio di un processo antro­pologico dove il significato di "estetica" viene esteso all'ecosistema. Se si pensa che quasi la totalità delle attività umane di questo fine millennio sono inquinanti, ivi compresa l'arte, è facile dedurre che anche questa, che era stata uno dei più forti veicoli di "memo­ria", sarà superata dal ben più duraturo "monumento" rappresentato dalla perma­nenza dell'inquinamento, che esprimerà al pari dell'arte, il senso di questa nostra epoca. L'inquinamento, perciò si avvia a diventare il più forte linguaggio di una umanità globa-lizzata, espresso in termini visuali con "bel­lissime" mappe di rilevamento satellitare. L'arte nella Natura, nel suo carattere interdi-sciplinare, può innescare un processo vir­tuoso di conoscenza emozionale e aderenza fisica all'ambiente come arricchimento dei modi virtuali dell'apprendere e del godere, verso un impiego ecocompatibile delle più evolute tecnologie.


Sintetizzo in questi nove punti le riflessioni sull'Arte nella Natura, anche se su alcuni rimane vivo il dibattito:
L'ARTE NELLA NATURA vede l'essere umano creatura
all'interno e non dominante l'ecosistema.
Estende il significato di estetica all'ecosistema.
Riordina il senso ecologico e fa proprie le precedenti Forme
Artistiche.
Afferma che l'ARTE è il prodotto umano con qualità tota­
le, dunque non può essere ARTE ciò che inquina.
L'ARTE NELLA NATURA indica l'uso di materiali rinno­
vabili e tecnologie ecocompatibili.
Le opere possono essere durevoli, brevi, vive, o assemblare
queste caratteristiche.
Le opere rimangono nei luoghi di realizzazione, possono
essere oggetto di manutenzione, rifacimento, e metamorfosi.
8)    L'ARTE NELLA NATURA ha nella forma di OPERA
BOSCO, a Calcata, il suo primo esempio concreto.
9)    L'ARTE NELLA NATURA è coscienza globale che si espri­
me attraverso l'azione di artisti, nei propri luoghi, con la pro­
pria storia.