IL TEATRO DI PAN - Walter Maioli


Walter Maioli, musicista, compositore e paleorganologo, scrive sul manifesto: i suoni degli strumenti musicali preistorici vanno uditi non nei normali teatri, ma negli ambienti naturali, in quanto a seconda delle proprietà sonore dei diversi ambienti, sono capaci di generare effetti acustici di notevole impatto. Solo così, inoltre, questi strumenti sono in grado di entrare nel paesaggio, riflettersi e fare risuonare gli ambienti, creare echi, riverberi, vibrazioni oscillanti, armonici simpatici, battimenti, All'interno di OPERA BOSCO, il "Museo di Arte nella Natura" di Calcata (30/40 km a nord di Roma), ideato e realizzato da Anne Demijttenaere e Costantino Morosin, c'è un teatrino naturale, una radura con cento posti a sedere ricavati a gradoni nella terra della collina alberata. Tutto è immerso nel verde, che fa da fondale totale insieme ai canti degli uccelli e allo scorrere del fiume.

In questo teatrino non c'è elettricità, quindi né luci artificiali né impianti di amplificazione, ma c'è ben altro da scoprire. I suoni dei corni e delle conchiglie-tromba riecheggiano sulle fiancate della valle, mentre i fischietti e i flauti sembrano irradiarsi ovunque in riflessi sonori continuamente variati dalla vegetazione, dalle foglie che si muovono al vento e che si trasformano seguendo le stagioni. Rombi volanti, legni percossi, sonagliere di semi e conchiglie in questo magico amplificatore producono suoni che sembrano provenire da chissà dove, capaci di giungerti alle spalle, ruotare sul terreno, apparire in un angolo per poi scomparire e improvvisamente riapparire nell'angolo opposto. Il tutto attraversato da una luce naturale in continua variazione e filtrata non da gelatine sintetiche ma dalle foglie.

Questo teatrino, che ho avuto l'onore di inaugurare nell'autunno del '96 e che'ho chiamato il Teatro di Pati, è l'esempio di come si può creare uno spazio nella natura per l'arte e la ricreazione. Dovrebbero essercene in tutti i parchi, insieme a maggiori aree interdette al cammino e ai suoni umani. Compresi quelli degli aerei. Perché il "silenzio sonoro dei boschi" è sacro a Pan, il suo protettore, e chi lo viola è condannato al panico.