Costantino Morosin

Struttura conica verticale, simbolo maschile, menhir vegetale, archetipo della colonna, tra cielo e terra. Per altri versi la cornucopia esalta il femminile con la sua forma cava e con il fitto intreccio dei polloni. Questa tecnica è stata usata in loco fin dall'antichità per costruire capanne, tramezzi, recinti, contenitori, utensili e grandi pupazzi legati ai riti del fuoco. La sua struttura statica, diversamente da quella di un muro di mattoni, dove il legante è la calce, qui è basa­ta sull'elasticità e l'attrito che sviluppano fra di loro i diversi moduli vegetali intrecciati, che non sono incollati né inchiodati.
La trama e l'ordito formano una struttura continua molto resistente e al tempo stesso leggera. Se questa parete vegetale viene poi spalmata con un impasto di paglia e argilla, la struttura si irrigidisce e acquista altre caratteristiche che anche i falisci conoscevano ed usavano nelle loro costruzioni. L'argilla cruda può resistere a lungo all'esterno, protetta da una mano di calce.
Realizzando la CORNUCOPIA l'artista interpreta un momento arcaico e stimola dei sentimenti che hanno la loro radice nel più profondo della storia.

Costantino Morosin - Cornucopia
Cornucopia"
1995- polloni di nocciolo di 3 amnni e di 1 anno – cm 408 h
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