Norma Santi

Sfera appesa all’albero, roteante,  pianeta nella forma e nella materia, leggera nell’armonica crescita della creazione, movimento e accoglienza della luce.in un punto del bosco che lascia entrare i raggi del sole, presenze discrete, accolgono la luce nella carezza dei raggi e degli intrecci. Grandi, piccoli, verticali, curvi, quasi a cadere alcuni,   ma radicati nella Terra si ergono nella verticalità, si aprono nel cerchio del cuore e della pancia, esplodono, come fuochi d’artificio, con i raggi, nella luce e nell’aria. Il Bosco stimola la creazione nel contatto fisico della materia. E’ il ritorno agli elementi naturali, alla Terra, alle radici, alla verticalità degli alberi, alla qualità della luce e del Tempo nella metamorfosi dei colori, della complessità/semplicità delle forme e degli odori, nella circolarità dell’orizzonte. E’ un lavoro in progresso/regresso nella memoria individuale e collettiva, frantumazione e azzeramento dell’artificio stimolando ricerca e invenzione del nuovo. Entrando nel Bosco si avverte di entrare in un luogo sacro di cambiamento: l’appoggio dei piedi sul sentiero, la sicurezza, la paura nelle parti più scoscese, le salite, le discese, i suoni e i sentimenti. L’occhio si ferma sulle opere, sulla natura. Percorrendo i sentieri cambia il rapporto usuale corpo/mente/spirito, cambia il respiro nel silenzio della contemplazione  dove l’Arte è già Vita, è già Storia.

 

 

Norma Santi - La luce non sa della pioggia, la pioggia non sa della luce
La luce non sa della pioggia, la pioggia non sa della luce""
maggio 2006 -nocciolo e canapa- cm100
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